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Fattori che influenzano il posizionamento.

Dopo aver visto perché dovresti avere un sito web, magari hai deciso di realizzarlo davvero. Ti sarà utile sapere che non basta che il sito abbia una bella grafica e delle bellissime immagini. Purtroppo se si vuole emergere dal mare di internet, il sito web necessita di essere costruito rispettando determinati criteri, avendo le dovute accortezze.

Ma quali sono i fattori che concorrono al posizionamento di un sito internet? Ne esistono di molteplici. Google non mette a disposizione il suo algoritmo e quindi è sempre più difficile capire quali siano i fattori principali che aiutano il posizionamento.
Se negli anni passati, Google faceva più caso a quello che accadeva all’interno del sito internet, col tempo ha iniziato a puntare anche su altri fattori, quali notorietà, velocità e, soprattutto con l’avvento degli smartphone, alla loro usabilità da cellulare.
In questo articolo spiegherò quali sono i fattori principali o più importanti, che concorrono ad una migliore ottimizzazione e ad un miglior posizionamento su Google. Partiamo dal primo.

Velocità.

Quando parliamo di come ottimizzare un sito web uno dei primissimi fattori da prendere in considerazione è la velocità di caricamento del sito stesso. Il sito infatti, deve essere il più leggero possibile, caricando il contenuto della pagina in pochissimi secondi. Google calcola che una media dei visitatori abbandona un sito web se esso non viene caricato nei primi 3 secondi dal click sul link. Poco vero?
In effetti si è stimato che i tempi di caricamento dovrebbero essere ridotti a 1,8 secondi su desktop, 2,7 secondi su dispositivi mobili e 1,9 secondi su tablet. Secondo Google, questi sono i valori medi da cui si ottiene un maggior ritorno di utenti e un minore bounce rate, cioè la frequenza di rimbalzo dal sito, ovvero in quanto tempo un visitatore entra ed esce dalla pagina web. Per misurare l’attuale velocità di caricamento di un sito possiamo avvalerci di strumenti come GTMetrix, dove basterà inserire l’URL del sito che si vuole scansionare e il programma ci restituirà un valore di velocità insieme a dei punteggi ottenuti a seconda di quante voci abbiamo “in verde”.

Velocizzare un sito web. Risultati di GTMetrix
Sicuramente c’è da lavorare!

Quali sono però i fattori che influenzano la velocità del sito e come posso velocizzare il mio sito web per ottenere un buon punteggio?
Analizziamoli di seguito:

  • Hosting
  • Ottimizzando le immagini
  • Pulendo il codice html obsoleto ed inutile

Oggi non vedremo nel dettaglio tutti questi fattori, per i quali seguiranno altri articoli del blog, ma passiamo comunque a spiegare rapidamente cosa rappresentano. Quando si vuole velocizzare un sito web, dovremmo avere in mente questi punti per cercare di ottenere il miglior risultato possibile in ambito di velocità. L’Hosting è il punto di partenza quando si crea un sito internet da zero. Scegliere un Hosting performante è quello che aiuta di più il fattore velocità di caricamento di un sito. Avere infatti un hosting condiviso, hosting cioè dove non è allocato solo il nostro sito, ma anche altri, incide molto sulla velocità e quando il sito internet inizierà ad avere molti visitatori, si verificheranno crash e rallentamenti ingenti. Per questo scegliere da subito un buon piano di Hosting è la raccomandazione principale che si deve avere. Per i miei clienti utilizzo solo hosting al top delle performance, questo perché se il cliente richiede di effettuare il servizio SEO di ottimizzazione del sito web, difficilmente si avranno ottimi risultati con un servizio Hosting di pochi euro.

Invece, come fare per ottimizzare le immagini per il web?
Ne avevamo già parlato in un precedente articolo ma possiamo tornare a darne un piccolo accenno anche ora, in modo da spiegare anche qui, come questo ottimizzare le immagini per il web influisca sulla velocità del sito. Quanto utilizziamo una immagine presa in rete, o ne scattiamo una con la nostra fotocamera digitale, l’immagine in questione avrà un peso elevatissimo in termini di Kb (molto spesso anche Megabyte). Prima di utilizzarla quindi all’interno del nostro sito o blog, è consigliabile utilizzare un programma di fotoritocco (ormai ne esistono molti anche online, come ad esempio Kraken.io) per alleggerirne il peso. Attenzione però! Se cerchiamo di alleggerire troppo l’immagine si rischia di perdere la qualità dell’immagine stessa, quindi fate sempre molta attenzione a non farla sgranare troppo mentre cercate di ottimizzare le immagini per il web. Molto spesso per rincorrere il valore di GTMetrix in velocità per velocizzare il sito web, si perde di vista il lato estetico del sito, causando “irritazioni” al cliente che magari sta guardando il sito da un bel display 8K!

Pulire il codice html obsoleto del sito internet significa snellire il codice con il quale è stato scritto il sito stesso. Lo Spider di Google non legge il sito web come lo fanno i nostri occhi, bensì si districa tra il codice del sito, e ne capisce quali siano i titoli, i paragrafi e le immagini. Un cattivo esempio di codice mal strutturato si presenta ad esempio quando ci sono contenitori dentro altri contenitori, dentro altri contenitori di codice. Dove potevamo usare un solo contenitore per tutto il codice html, magari differenziando le sezioni con il codice CSS, sono stati utilizzati più contenitori sovrapposti, rallentando di fatto il crawler di Google (GoogleBot) nel capire quale sia e soprattutto dove sia il codice html da lui richiesto.

Salute del tuo sito web

Per controllare la salute del sito web bisogna avvalersi di SEO Tools ovver di strumenti per lo studio della SEO On-Site utilizzati dai professionisti, in grado di scovare link a pagine non più esistenti o spostate.
Come abbiamo visto anche nell’articolo su come effettuare una corretta migrazione in HTTPS, una volta pubblicata una pagina ed inviata la sitemap a Google, questa verrà indicizzata. Se per un qualsiasi motivo decidessimo di rimuovere l’articolo o la pagina, o cambiarne il permalink, il sito restituirebbe un errore 404, cioè pagina non trovata.

Una "bellissima" pagina con errore 404
Una simpaticissima pagina con errore 404

Bisogna fare perfettamente attenzione a questo genere di errore perché rischiano non solo di non farvi ottenere risultati durante il processo di ottimizzazione del sito web, ma potrebbero portare anche ad una penalizzazione dello stesso. A Google infatti non piace quando ci sono dei link che non portano a nulla e quindi tende a penalizzare siti che hanno molteplici pagine con questo errore presente tra le proprie pagine.

Authority

L’Authority è il grado di autorevolezza che Google assegna ad ogni sito web in base a diversi fattori quali ad esempio:

  • età del sito
  • link building
  • brand reputation

L’età del sito è un fattore di non poco conto per Google, ci sono ancora oggi siti fatti senza alcun tipo di CMS, magari con una vecchia impaginazione a tabelle che si usava nei primi anni del web design, ma che sono online da molti anni e che vengono regolarmente aggiornati. Questi siti hanno per Google un alto valore di trust, in quanto l’algoritmo capisce che si tratta di siti che sono online da molto tempo.

La link building è un processo un po’ più lento, che si costruisce con fatica, facendo si che altri siti, con autorevolezza più alta, linkino al nostro sito, segnalando così a Google, che se per loro siamo degni di nota, allora magari dovremmo esserlo anche per Google stesso. E’ un processo lungo e complicato, dove chi svolge il lavoro di SEO deve passare del tempo nello stringere contatti, creare una rete, con l’intento di farsi linkare il proprio sito da chi è più autorevole.

La brand reputation è la percezione che gli utenti hanno del nostro sito internet, quanto lo considerano affidabile nella diffusione di contenuti o nella vendita dei prodotti, all’esperienza che l’utente ha nel momento in cui atterra nel nostro portale…

La pagina con la maggior autorevolezza è la Home Page e tutte le altre pagine, categorie e sottocategorie ne ereditano parte di questa autorevolezza. Per questo una corretta impaginazione è fondamentale per garantire che questa autorevolezza venga spalmata correttamente in tutte le pagine del sito.

Per controllare se un sito è autorevole o no possiamo affidarci a dei valori forniti dal sito Moz che potete a questo indirizzo, oppure possiamo utilizzare i SEO Tools quali SEOZoom e SEMRush.

User Experience

Come sono disposti i nostri contenuti? La realizzazione di una navigazione ben strutturata e con i contenuti ben organizzati è la chiave per garantire una user-experience adeguata al nostro utente.
Un sito confusionario quindi non verrà premiato da Google ma penalizzato. lo stesso utente navigatore, una volta atterrato sul vostro sito si renderà subito conto di quanto sarà facile reperire per lui le informazioni ricercate. Per questo bisogna studiare prima la struttura del sito e la disposizione dei suoi contenuti, magari in accordo con il cliente, per cercare di capire come e dove posizionarli al meglio per far trovare subito le giuste informazioni e veicolare il messaggio del sito in modo chiaro e coinciso.

Anche qui la velocità di caricamento della pagina è in stretta correlazione ad una giusta user-experience in quanto caricamenti lenti, sfavoriscono l’utente che cerca di navigare tra le pagine del sito web.

Mobile responsive

Oggi più dell’80% delle persone naviga utilizzando lo smartphone.
Passiamo più ore navigando tramite cellulare che tramite desktop, questo perché il tempo a nostra disposizione è sempre meno, siamo sempre più presi dal lavoro, dalla vita frenetica e movimentata che oggi cattura la maggior parte del nostro tempo libero, anche se, durante il tempo libero stesso, preferiamo la navigazione su dispositivo mobile perché più comodo e veloce come mezzo di navigazione in internet.

I motori di ricerca ormai danno importanza massima ai siti web mobile responsive, cioè quei siti che sono visualizzabili perfettamente anche da mobile, avendo una propria versione fatta a posta per questi dispositivi.

Per questo motivo, quando si crea un sito da zero o si vuole effettuare il restyling di uno già esistente, si deve pensare “mobile first“, cioè prima alla versione mobile e poi a quella desktop. La disposizione degli elementi è differente, lo scroll non deve essere troppo lungo e pensate per chi fruisce del sito e le immagini, così come i testi, andrebbero studiate per permetterne la facile comprensione e lettura da questi piccoli schermi.

Conclusioni

Logicamente abbiamo solo iniziato questo viaggio su come ottimizzare un sito web. Seguiranno ulteriori articoli, esempi e case history sull’argomento.
Nei prossimi articoli parleremo di come ottimizzare un sito web on-site e di quali step è possibile eseguire per migliorare la popolarità del sito sul web.
Consiglio inoltre la lettura del mio articolo sull’importanza di avere un sito web per la propria attività e come questo rappresenti il nostro nuovo biglietto da visita per i clienti.

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